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ALBORADA
Giuseppe Mirabella
Parlami rosa
di una vita qualunque
di un'avventura cominciata lontano
dimmelo tu se succede che piano
come un mago scioglierò le mie dita
Di questa vita sento il freddo alle ossa
sento la pioggia come lama sottile
goccia su goccia
nessuna risposta
da un amore che non vuole venire
goccia su goccia
nessuna risposta
da un amore che non vuole venire
parlami e dimmi, non avere paura
ancora vedrai e capirai le tue dita
ascolterai e imparerai quanta cura
dietro il bacio di una rosa smarrita
Parlami rosa, non lasciarmi da solo
su questa pietra
come pietra non volo
ho già i miei anni
arrotolati tra i denti,
le mie favole, i miei smarrimenti
se un giorno rosa aprirai la tua voce
verso le porte di un pensiero che dorme
lacrime strette come scaglie di luce
scoprirai cader giù come foglie
ed altre ragioni che non hanno parlato
e vecchie canzoni che nessuno ha suonato
occhi rapiti dal volto delle illusioni
prigionieri di forme e colori
parlami e mostra la tua antica ironia
a chi ha venduto le sue spalle e rideva
dietro una maschera di lusso e follia
nel teatro del sabato sera
rosa rubata
entra nei miei desideri
potessi averti più vicino e parlare
fino a che l'ultimo dei miei pensieri
si confonda tra le onde del mare
fino a che l'ultimo dei miei pensieri
si confonda tra le onde del mare
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ASIA
Giuseppe Mirabella
Perché è difficile
Tra uomini Lavorare
Lui ti parla di te lui
Che sa?
Hai cercato di uscire
Di ricominciare
Sentendoti sempre più stanco
Hai guardato la tua faccia
In uno specchio consumato
Hai visto la faccia di un altro
Sotto una luce In agonia
C'era una maschera legata forte
A un desiderio d'amore e morte
Che di notte ti fa sudare
Che di notte ti viene a cercare
Ti scioglie come un gemito e ti cattura
Strappa la maschera e si avvicina
Graffia la pelle
Brucia le lenzuola
Ti fulmina le tempie d'adrenalina
Poi il piacere ti assale
Come fosse eroina
Mentre fuori si stanno ammazzando
Che ti spinge ad urlare
Che ti scuote, t'invita
Nuovo eroe, adesso vieni, adesso vieni, adesso vieni
Non impazzire
Non ingrassare
Non impiccarti non farti del male,
non raccontare cazzate al vento
non raccontarti che essere buoni
significa farsi desiderare
quando ti guarderai allo specchio e sentirai il freddo sotto le lenzuola quando avrai tempo di guardare in moviola le facce che hai bruciato non sentirti vecchio
quando avrai capito in quale bivio hai perso
e tutto intorno i tuoi fantasmi torneranno bambino, padre, ragazzino, amante e figlio l'estate, il vento, il cielo e lei l'inverno poi il piacere scompare buonanotte alla vita mentre un secolo si taglia la gola la battaglia è finita bacia il culo alla sposa nuovo eroe adesso vieni, adesso vieni, adesso vieni |
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BALLANDO ALL'ORIZZONTE
Giuseppe Mirabella
Son qui,
respiro
Canzoni con la pelle
Son qui diviso tra macchina, aria e stelle
Mi vesto presto
Faccio la mia vita
La stessa strada, la stessa via saputa
Vivo così della vita mia
Con quattro amici, un tetto e uno stipendio
Come in un sogno di pagine su pagine
Entro nel libro dei giorni e mi ci perdo
Dove cerco un soffio di bellezza
Tra i disegni dell'alba e la frescura
Tra le fontane di luce di Acitrezza
Tra i tuoi ricci e i tuoi baci e la tua pelle
Un'onda
Andiamo a prendere un caffè
Andiamo a camminare sopra gli alberi
Andiamo via
Voglio volare dentro te
Cercando il mare e tu
Ballando all'orizzonte
Ci sono uomini
Che hanno vita dura
Persi in un disco
Da anni che non sento
Altri vissuti con la controfigura
Coi loro soldi e le loro facce di cemento
Ma vivo qui
della vita mia
non so di più,
di meno mi accontento
la tua risata di notte è la misura
di questo tempo,
di questo sentimento
che si perde dentro l'atmosfera
che si forma come un monumento
come una roccia in mezzo al mare
dura come quella canzone che parla
di un'onda
Andiamo a prendere un caffè
Andiamo a camminare sopra gli alberi
Andiamo via
Voglio volare dentro te
Cercando il mare e tu
Ballando all'orizzonte all'orizzonte |
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CHI NASCONDE I FATTI?
Giuseppe Mirabella
C'è chi nasconde i fatti
Perché è impiegato bene
C'è chi nasconde i fatti
Perché non vuol studiare
C'è chi non vuole rogne, processi, né querele
C'è chi nasconde i fatti
Lo ha chiesto l'editore
Perché nasconde i fatti? - io non nascondo i fatti Perché nasconde i fatti? - io non nascondo i fatti
Verità, verità
Getta un sasso a chi la sa
Verità, verità
Getta un sasso a chi la sa
C'è chi nasconde i fatti
Per una promozione
Per stare sempre dentro
A quei salotti bene
Dove da destra a manca
Puttane e cardinali
Padroni e combattenti
Son tutti amici buoni
Verità, verità
Getta un sasso a chi la sa
Verità, verità
Getta un sasso a chi la sa
C'è chi nasconde i fatti
Perché non si può dire
Magari poi lo pagano
Qualcuno lo ringrazia
C'è chi nasconde i fatti
Perché pensa da servo
Agisce come un servo
Qualcuno nasce servo
Verità, verità
Getta un sasso a chi la sa
Verità, verità
Getta un sasso a chi la sa
(non ho visto niente, non c'ero, e se c'ero dormivo, si ecco, c'ero ma stavo dormendo. Anche ora, ho l'impressione di dormire.. non so perché, ogni tanto mi sembra di dormire, mi sento addormentato. Eppure il sole lo sento, l'acqua pure, però è come se fossi addummisciutu.. mi sento quasi confezionato.. col codice a barre..) |
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DITIRAMBO (VITA)
Giuseppe Mirabella
Vita, dietro la vita di un desiderio
Nasci ridendo
Attraverso il sorriso straniero
Delle tue labbra e non mi difendo
Mentre cado tra le parole
che ti possono salvare
in un'ora d'amore
in una danza di libertà
vita tu mi capisci
mentre vai mentre ti tradisco
mentre agiti, spezzi, tremi, confondi
cambi e non ti resisto
mentre sale il tuo dolce sapore
di pioggia e canzoni mi porterai
verso mondi diversi draghi, sorrisi e guai e tu corri, corri, corri, corri, corri, corri,
corri e non vuoi capire
e tu corri, corri
con le spine dentro agli occhi
e il piacere di guardare
ho visto lacrime e pianeti
poi per inganno ho voluto tutto
adesso tutto cambia e se ne va
e se ne andranno le tue paure
portate via da qualche buona idea
da qualche buon amico derubato
da tuo padre che non c'è
da una ragazza che sa d'amore
che ti ha incontrato sotto un sole matto
dai dubbi di chi comincia,
di chi finisce qui
avrai ragione tu
avrà ragione questa voce
la canzone che ti ha salvato
quando qualcuno ti ha strappato
via dal fondo
poi ti ha baciato,
poi bentornato
e la ragazza del sole matto
sarà un inganno, chi se ne importa
quello ti basti magari un giorno la ritroverai
e tu corri, corri, corri, corri, corri, corri,
corri e non ti fermare
se lo farai lo capirò, ti seguirò,
m'incazzerò perché fai male
ho dato tutto senza sapere
non è una scusa, ma è andata così
però prometti, quando finisce
fammi cantare
e la tristezza e la nostalgia
saranno i fiori tuoi più belli
un mare di musica e poesia
per i tuoi fianchi, tra i tuoi capelli
e quando vita
tu mi dirai
adesso basta
più non cantare
non ci pensare
stringimi forte
lasciami andare |
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FETENTE
Giuseppe Mirabella
Tu sei una ciofeca
Garbuglio di monnezza
Sei tu un viscido uno squallido
Un bubbone una schifezza
Senza pelo e alzi la voce
Molle fuori a casa feroce
Duro e secco e onnipresente
Sei una croce
Quanto ti ho amato
Molto di piu’ di un testo sacro
Quanto ti ho dato
Quanto ho sudato
Quanto ho sbagliato
Nella mia vita faccia di santo
Ti sei infilato come in un guanto
Giorno per giorno lentamente
Mano fetente
Sputa chi pensa allora tu sputati addosso
E spera se l’hai mai fatto
Nell’esistenza di un compromesso
Sopportato per coscienza
Hai vissuto per reato
Ma hai da paga’ e di pagare
Non hai pagato
E questo proprio no
Non lo dovevi fare
Per una goccia infame
Neanche il mare ti salvera'
La tua anima comprero'
A un altarino la inchiodero'
Ti vestiro' di fumo e di lamette
Saro' per te un cavaliere d’ Apocalisse
Saro' per te come le acque del purgatorio
Con il divino Ulisse
Sarai per me un ricordo ancestrale
Sara' per te un’esperienza totale
Guarda questi occhi e preparati e scegli
Pistola o pugnale
Sara' per te un’esperienza totale
Guarda questi occhi e preparati e scegli
Pistola o pugnale |
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FIN QUANDO DURA
Giuseppe Mirabella
E’ bellissimo, *
finalmente godere di noi
mentre tu, con dolcezza
ti lasci baciare una spalla
siamo stati ingannati e derisi
perplessi e sedotti
la città ci sorride ora e noi gongoliamo in libertà
fin quando dura
lasciamolo durare
questo clima di felicità
tu sei sensibile ai turbamenti,
io sono stanco di esperimenti
e combinazioni
troppe emozioni negli ultimi mesi
mi han fatto più laico, mi han fatto più greco
mi han fatto più Adamo, alchimia della sorte
mi han fatto per te
anche per noi
è finita una non proprio pura, una dura
e freddissima guerra
anche per noi
schiaffeggiarci l’un l’altro
che bene ci ha fatto, che bene ci fa
è più bello baciarti le spalle
e scordare l’amaro fardello che poi
la tua anima gioca e mi godo la tua perestrojka
fin quando dura
lasciamolo durare
questo clima di felicità
è un bellissimo compromesso
è caduto un muro
è nato un amplesso
noi come astronavi lanciate lontano
noi sopravvissuti senz’armi e voliamo
noi come giganti sdraiati di fianco
sul nostro sofà
noi come giganti perduti nel limbo
del nostro sofà
noi come giganti, olimpici amanti
sul nostro sofà
Fin Quando dura (Demo)
* E’ bellissimo,
finalmente godere di noi
mentre tu, con dolcezza
ti lasci baciare la spalla
siamo stati infangati e derisi
intercessi e sedotti
la città ci sorride ora e noi gongoliamo di libertà |
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IL FIUME CUCCHIAIO (Quelli che fanno)
Giuseppe Mirabella
Fu una notte d’inverno
Con Cesare e Mario
Successe per caso
Ridemmo da bestie
Salimmo al vulcano
E cadde una roccia
E una roccia mi venne sul capo
Ed io ancora lì sto
Brancicai, tra la nebbia la vita afferrai
Solo il vento che via mi portò
Poi il respiro cercai
ma un immenso rimpianto totale il mio cuore gelò
Nel ricordo senza dolore
Del suo corpo di schiuma e miele
Che trema sotto i fianchi
Sotto i colpi amanti
Bianchi di felicità
Mondo fato mondo crudele
Mi hai amato, mi hai fatto male
Animale senza tempo
Vortice di voci
Figlio dell’ambiguità
Desideri ne ho avuti,
Indotti e voluti
Bestemmie, miracoli e poi
Una gabbia di matti,
un gioco di scacchi,
di brividi, schiaffi, di guai
sono nato, perché non capisco
perché non resisto,
perché non esisto
per finire ammaccato e irretito
sul corso infinito del fiume cucchiaio
sono nato, perché non capisco
perché non resisto,
perché non esisto
per finire ammaccato e irretito
sul corso infinito del fiume cucchiaio
e non piangere sai di me
perché anch’io sono come te
perché anch’io avrei voluto
essere migliore
non spezzato in gioventù
a te dico di continuare
attraverso il comune errore
a cercare dietro una tela sbiadita
che sembra, ma vita non è.
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IL FIUME CUCCHIAIO (Demo)
Giuseppe Mirabella
Fu una notte d’inverno
Con Cesare e Mario
Successe per caso
Ridemmo da bestie
Salimmo al vulcano
E cadde una roccia
E una roccia mi venne sul capo
Ed io ancora lì sto
Brancicai, tra la nebbia la vita afferrai
Solo il vento che via mi portò
Poi il respiro cercai
ma un immenso rimpianto totale il mio cuore gelò
Nel ricordo senza dolore
Del suo corpo di schiuma e miele
Che trema sotto i fianchi e
Sotto i colpi amanti
Candidi di verità
Mondo fato mondo crudele
Mi hai amato, mi hai fatto male
Animale senza tempo
Vortice di voci
Figlio dell’ambiguità
Desideri ne ho avuti,
Indotti e voluti
Bestemmie, miracoli e poi
Una gabbia di matti,
un gioco di scacchi,
di brividi, schiaffi, di guai
e un anelito grave
un istinto soave, la forza di un padre operaio
per finire ammaccato e irretito
sul corso infinito del fiume cucchiaio
e non ridere sai di me
perché anch’io sono come te
perché anch’io avrei voluto
essere migliore
non spezzato in gioventù
è uno sport dici che ci vuole
forti regole e sanitarie
ed un salto in un mondo che
ti riconosce ma
che non saprà chi sei
sono nato perché non capisco
perché non esisto
perché non resisto,
per finire ammaccato e irretito
sul corso infinito del fiume cucchiaio
e non piangere sai di me
perché anch’io sono come te
perché anch’io ho già dimenticato
quel che sento sono quello
che non c’è
a te dico di continuare
attraverso il comune errore
a cercare dietro una tela sbiadita
che sembra, ma vita non è. |
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IO SONO LA CITTA'
Giuseppe Mirabella
Io sono la citta' sono la citta'
Ti confondo nella mischia
Io sono la citta' sono la citta'
Mausoleo di una tribu' che fischia
Io sola come un dio
Accarezzo i cinici i pusillanimi i depressi
Io generosa io
Vincero' vincero' vincero'
Io sono la citta' sono la citta'
Un corteo di salamandre
Io sono la citta' sono la citta'
Un vapore che si espande
Io sola come un dio
Da una spiaggia sporca ti inginocchio ti confesso
Io religiosa io
Vincero' vincero' vincero'
Vedi ti seguo volando
Tra la polvere di ogni canzone
Questa volta riposa soldato qui sul mio ventre
Come fossi un campione
Vieni e raccontami tutto
Le scommesse e le tue malattie
In un modo o in un altro soldato
Troveremo qualcosa per non farti morire
Io sono la citta' strappami le unghie
Sotto il sangue c’e' caviale
Io sono la citta' dietro quella curva
Paga l’agonia di un cane
Io sono come te che nuoti dentro oscuri spazi vuoti
Tra camicie tricolori
Io dei tesori io dei dolori io
Ti daro' ti daro'
Si prepara la citta'
Sono la citta' non mi fermare
Quant'e' bella la citta'
Sono la citta' versami da bere
Un prodigio di prestigi
Sono stelle sono striscie
Come brividi sospesi siate buoni
Siate buoni siate buoni
Fasci di luce dorata
Colorata di stemmi e parole
Le bestemmie di un vecchio signore
Riempiono l’aria umida di sudore
È troppo facile dirlo
Troppo facile criticare
Ma lo sai quanto sangue mi costa
Cambiare la giostra
Ricominciare? |
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JOSE' NO TIENE CULPA
Giuseppe Mirabella
José no tiene culpa
la culpa es de la tierra
de ese olor que sale
del hondo de tu cuerpo
ola de briza y guerra
josé quiso matarte
a besos y rumores
quiso olvidarte y puso
un muro de piedra y tù
y tù lo destrozaste
una noche hechiza
que tu sangre iba deprisa
una noche y gana
pensamientos marijuana
una noche peligrosa
que te agarra mariposa
cada vez que te apartas
José no tiene culpa
él vio sòlo tu verde
húmeda y nuda sombra
tras el compás del vientre
compás que nunca duerme
pero tu piel dormía
mientras tu mano hablaba
y muda tu esperabas
escuchando escuchando
sus rumores
una noche hechiza…
José no tiene culpa
sino un caballo y corre
hacia tu puerta alegre
amiga hacia tu puerta
hacia tu puerta corre
pa ti pa tu pandero
corrió sin detenerse
hasta que guerra y briza
volvieron en centallas
en agonía y ceniza
una noche echiza… |
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LA PASIONARIA
Giuseppe Mirabella
La pasionaria va
oltre il confine del dolore
dove si passa per uscire
e non tornare più
Non
Si perdona niente al mondo
Miniera di un esaurimento
e di ambiziose velleità
lei, lei
ti farà girare in tondo
in un fatale inseguimento
immaginato così
Si
puoi restare se mi vuoi
puoi toccare e assaggerai
il cibo dell’anima
Qui
cerco solo le tue voglie
io sudato in controluce, incatenato con te
La pasionaria è antica
mina vagante, malattia
schianto d’umore che tradisce
orgoglio, gelosia
Qui
non si scherza e pure affondo
nel semiserio appuntamento
nutrito di sensualità
Nel
territorio più profondo
sfiamma la luce che si specchia
innamorata di sé
Si
puoi restare se mi vuoi
puoi toccare e sentirai
il peso dell’anima
Qui
brucia un corpo all’orizzonte
ricordo di una pasionaria
tiranna schiava di sè |
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LA PAURA, L'INCANTO
Giuseppe Mirabella
C’è una strada di eucalipto
Dove l’aria si fa forte,
dove nuotano le foglie
come pesci, come lame
fu più facile morire
che guardare quella strada,
fu più facile tornare
che annegare nei ricordi
Non mi dire che aspetti
Chi ti chiama soltanto,
non mi dire che cerchi
perché, per chi, per quando
quanto costa un segreto,
lascialo alla tua memoria
quanto costa baciarti,
lui lo scoprirà da solo
digli solo con gli occhi
che se sa potrà capire
la paura, l’incanto, la bellezza di morire
Ricordavi Maria
Appesa ai tuoi desideri
La sua anima cruda, anima
Dagli occhi neri
Quando vide Maria a lui sembrò di affondare
Tra le labbra di Maria,
rosso che ti può scannare
quel suo cuore coltello,
affilato dal tempo
fu il tuo canto di pioggia
che lo fece tornare
digli solo con gli occhi
che se sa potrà capire
la paura, l’incanto, la bellezza di morire
coi tuoi occhi soltanto
la sua dolcezza potente,
le tue gambe apriranno
una danza fremente
dove tu sei tu sei solo spiaggia e mare che si gonfia
e lui lacrime e vendetta,
pietra e fiume che ti trova
C’è una strada di eucalipto
Dove l’aria si fa forte,
dove nuotano le foglie
come pesci, come lame
fu più facile morire
che guardare quella strada,
fu più facile tornare
che annegare nei ricordi
capirà solo chi sa
chi c’è stato, chi ha voluto
capirà solo chi ha pianto,
chi ha perduto, chi ha vissuto
chi ha sentito quel coltello
troppo tardi per fermare,
la paura, l’incanto, la bellezza di morire
la paura, l’incanto, la bellezza di morire
la paura, l’incanto, la bellezza di morire |
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LA SOLITA FOLLIA
Giuseppe Mirabella
Prima o poi
Ti ucciderà
Questa nostalgia infinita
Che attraverso
Notti inquiete
Consegna i tuoi segreti
Al nulla
Anche se
Sorridi
Al blu
Anche se
Hai perso
Qualche volta
E ti vedi
A catturare
Con le reti
Con le mani
La tua vita
E quante sigarette sai
Che ti han portato a lei
Con la tua faccia arrugginita
Adesso parli
Con la luna
Che fortuna
Ad essere così
Come quel ritornello
Che musica non è
Segue la sua via
Ti confonde
Dietro
La solita
Follia
Ad essere così
Come quel ritornello
Che musica non è
Segue la sua via
Ti confonde
Dietro
La solita
Follia
Prima o poi
Ti svegli
Solamente
Sul tuo corpo
Trovi scritto ciò che è stato
Qualcos’altro
Sarà
Dimenticato
Come un viaggio
Che oramai
Non ti appartiene
E quante sigarette sai
Che ti han portato a lei
Con la tua faccia arrugginita
Adesso parli
Con la luna
Che fortuna
Ad essere così
Come quel ritornello
Che musica non è
Segue la sua via
Ti confonde
Dietro
La solita
Follia
Ad essere così
Come quel ritornello
Che musica non è
Segue la sua via
Ti confonde
Dietro
La solita
Follia |
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LICAONE
Giuseppe Mirabella
Ma dimmi un po’,
cosa nasconde il tuo vestito
cosa c’è dietro un sorriso
di scure ambiguità
Forse un istinto
Caduto dentro al labirinto
Di nostra umanità cadente
Truccata di virtù
Tu
ti guardo imperturbabilmente
mentre trasudano le voglie
della tua fiera voluttà
lo so
vuole nutrirsi a tutti i costi
lei riconosce solo i gusti
della tua fame in libertà
lo sai
però che male fa?
La testa incline
Artatamente verso il fine
Bisogno di un’alterna via
All’antro di malinconia
Fiera nel ventre
La fame langue impenitente
Che so lo sente la sua sfida
La sua crudele verità
Tu
Ti raccomandi al tuo dolore
Quest’emicranico furore
Ti brucia come una città
Poi
Decidi e scocchi un’altra freccia
D’affettazione malaticcia
A camuffare nostalgia
Via per oggi basterà
Chissà se tornerà o va via
Però
Che bene fa? |
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LONTANO DA NOI
Giuseppe Mirabella
Lontano lontano da noi
non c'e' gioia ne' paura da fuggire
Le sue mani nervose
Le sue cosce amorose
Le labbra sorriso di spose
Lontano lontano da noi
Non c'e' sangue non c'e' terra da spartire
L'allegria non la sfiora ne' l'angoscia la divora
Lontano lontano da noi
Lontano lontano da noi
Forse un giorno al di la' pensera' a quando era
una sola realta' sincera
Io per me resto fuori e la guardo dormire
quando dorme dorme come un girasole
Lontano lontano da noi
C'e' una nuova possibile vita
Niente ombre ne' luce
Soltanto una voce
Una musica mai sentita
Lontano lontano da noi
Lontano lontano da noi |
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LUPA
Giuseppe Mirabella
Gelido lo sguardo nero
Lento il suo avanzare
Morbida fiera
Leggerezza le sue gambe
Unghie di diamante
La tua signora
Cantera'
Seguira'
Una volta ancora
Danzera' come mai
La tua signora
Figlia del fuoco
E delle ombre
La sua anima e' un sentiero
Che di deliziera'
Che ti avvolgera'
In un caldo delirio di sangue
Come un pugnale nella carne affonda
Cresce come fosse un’onda
Dolce dolce viscerale
Forte non la puoi fermare
Vibra vibra al buio in petto
L’orma di un delitto
Gelido lo sguardo nero
Torna al suo mistero
Dietro l’aurora
Leggerezza le sue gambe
Unghie di diamante
La tua signora
Cantera'
Seguira'
Una volta ancora
Danzera' come mai
La tua signora |
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NON E' MORALE
Giuseppe Mirabella
Non e' morale non e' morale
Guardare avanti senza direzione
Quando nell'etere scivola e suona
Come una febbre di liberazione
Non e' morale non e' morale
Chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto
Datevi un bacio che niente e' perduto
C'e' il beneplacito generale
Voi lo sapete lo sapete bene
Voi dalle voci commosse e piene
Voi siete il frutto la polpa ed il seme
Ruote incessanti di quello che fate
Mentre gli istrioni dell'istituzione
A fare fila dietro a un dottore
Vogliono un posto alla televisione
Per poi cantare l'inno nazionale
Non e' morale non e' morale
In un contesto tardo-provinciale
Farsi scambiare per persone serie
Perche' e' all'Europa che dobbiamo guardare
E guardando passano in sintonia
Le fate gli orsi le palle al vento
Buongiorno capo saluti a vossia
Tutto sommato sono contento
Non e' morale non e' morale
Che continui a fare l'amore
Con qualcuno che non puoi soffrire
Con qualcuno che non cale
E di notte te lo trovi accanto
Con il suo telecomando
E' possibili ti chiedi impossibile
Ma vattene ora
Impossibile
Ma vattene ora
Possibile
Ma vattene ora
Se sei distratto c'e' l'informazione
Se sei depresso la televisione
Se sei romantico la fantasia
Se sei ribelle c'e' la polizia
Se sei perplesso questa schitarrata
Se sei esaurito fatti una tirata
Se sei indeciso meglio che ti sposi
Se sei agitato meglio che riposi
Se sei ubriaco cercati un bel secchio
Se sei cornuto guardati allo specchio
Se sei gay adesso lo puoi dire
Se sei disoccupato cerca di partire
Se sei malato toccati i coglioni
Se c'hai i miliardi contati i milioni
Se sei dotato scopa a piuì non posso
Se fai la fame... buttati in un fosso |
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NUVOLE VIOLA
Giuseppe Mirabella
Vorrei dirti
ch’era un pesce su nuvole viola
ed il mare luccicava da dentro
si era libera e sola
si stava benissimo
Vorrei dirti
ch’era un’ombra
volgare ed inutile
nello sguardo
di un signore elegante
si era libera e sola
si stava benissimo
stava benissimo
E per te questa libera e sola allegria
che ti trova se smetti di chiedere
e ti sembra di essere dentro una musica
come una musica
Vorrei dirti
ch’era un soffio
di roccia vulcanica
rotolava senza mente
tra gli urti
si era libera e sola
si stava benissimo
stava benissimo
e per te questa libera e sola allegria
che ti trova se smetti di chiedere
e ti sembra di essere
dentro una musica
come una musica |
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QUELLI CHE FANNO
Giuseppe Mirabella
Non ho armonia ne' soluzioni
solo spiragli poche canzoni
ed una lama per conoscere
un desiderio esponenziale
un’attitudine umorale
che si trasformano in esercito
oggi la luna sorride
domani ti diro'
tu come nuvola come allegria
tu fiore in festa dalla mia pazzia cosi' diversa
tu nutri il fuoco di un’antica guerra
goccia di vite lacrima di terra
la tua assenza senza nostalgia
oggi soltanto t’ho sentita mia
l’ultima volta come una volta
oggi la luna sorride
oggi la luna sei tu
impareremo dai nostri guai
di quei disastri che non cambiano mai
cosa facciamo
i nostri figli chiameranno noi
per dirsi uguali
ma quali eroi inventeranno
impareremo dai nostri guai
di quei disastri che non cambiano mai
cosa facciamo
i nostri figli chiameranno noi
per dirsi uguali
ma siamo noi
quelli che fanno
quelli che fanno |
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SPIAGGE SPORCHE
Giuseppe Mirabella
Dalle spiagge sporche noi veniamo
Dentro le fessure ci moltiplichiamo
Se c’è il sole stiamo sottoterra
E il cuore è una perpetua guerra
Di stelle e condizionamenti,
passi sfasati lucidi momenti
di vita spasimi multicolore
di notte fischia, salteremo fuori
c’è uno steso su di un marciapiede
pieno di vomito e coraggio inutile
al quale poco spesso gli si chiede
e quanto spesso questo poco è futile
e lui di questo vive e si addolora
e intanto un sogno in gola lo divora
è più sicuro lui delle sue scelte,
ma in fondo in fondo forse si diverte
un altro aveva un fiuto molto fine
“tu cosa sai di me?” soleva dire
che ho visto mondi poco raggiungibili
mangio emozioni poco digeribili
crudele scelta quella di pensare
e non chiedetemi di ritornare
troppo evidente già da lungo tempo
ormai è deciso, seguirò il mio vento
giovane e bello, niente gli mancava
dicevi mentre sbronzo sorrideva,
re di denari asso di bordelli
quanti propositi, quanti fardelli
avrei voluto camminare ancora
per una lacrima, per una sola
avrei voluto essermi fedele
per oggi ho perso, versami da bere
ognuno vive delle sue miserie
voce di dolce roccia ogni furore
se sono stupide, se sono serie
mi raccomando non esagerare
amo di più di quello che potrei,
ma lascia stare sono fatti miei
e se avrai tempo vienimi a cercare
che brinderemo all’esagerazione
Sapeva tutto e non sapeva niente
Stretta dal formalismo della gente
Sapeva i morsi di un amore gabbia
Tenuto in pugno come fosse sabbia
E in quelle notti nude senza ore
Si disse sono stanca di tentare
E ti amerei, ma tu me lo impedisci
Mi puoi tradire, ma non mi umiliare
Ma non temete siamo come artisti
A volte impavidi a volte tristi
A volte a culo nudo sulla gogna
Avari e prodighi senza vergogna
Figli caduti nei tempi moderni
In petto paradisi e inferni
Ci seguiranno come ci han seguito
Fino a che l’ultimo sarà partito
Figli caduti nei tempi moderni
In petto paradisi e inferni
Ci seguiranno come ci han seguito
Fino a che l’ultimo sarà partito |
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TOMMI
Giuseppe Mirabella
E vorrei
Regalarti una nuova canzone
Che accompagni i tuoi passi nel vento
Muti sassi e il rancore
In stelle e fortuna
E di notte ti accarezza i capelli
Compaňera notturna
Fantasia di colori
Tra la vita e il sogno
E il sogno e vita amante
Tu miniera di fiamme
Tu motivo di guerra
Tu terra vertigine pace
Ma non siamo soltanto diamanti
E lo sai
Siamo vita e la vita ci sporca
Dietro un’altra ferita mi raccoglierai
Impossibile, autentica amica
E vorrei
Regalarti una nuova canzone
Che protegga i tuoi occhi nel tempo
E il brusio dei ricordi diventi allegria
Per danzare sui tetti e nel vento
Compaňera ti perdo
Per poterti incontrare
Al di là di un’assenza feroce
E tu tenera voce
Tu grido di guerra
Danzerai, senza avere paura
E tu tenera voce
Tu grido di guerra
Amerai, con o senza di me |
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TRAPPOLA DEI DESIDERI
Giuseppe Mirabella
Signore
ti vorrei parlare
Di certe avventure
Del resto che sai
Di lenti
percorsi dolenti,
di splendide spiagge
di miraggi e guai
di brividi, fraintendimenti,
di colpi di scena, di lunghi silenzi
che restano solo momenti
vissuti tra i rami di un albero strano
Signore
ti guardo distante
Ti chiedo di dirmi, di dirle che l’amo
Signore
La senti anche tu
Ogni giorno di più
Questa amara passione
Un’idea come febbre d’autunno
Una torta di spine
Un ricordo che muore
E cade
Chiamandosi e chiede
Chiudendosi come
Crisalide senza ragione
Cuore
Insegnami tu a trovare un’uscita
Come
Si può stare nudi
Di fronte a una vita
Ma che ridere
Semisepolti dalle frottole
Nascondendo i desideri, quelli veri
Quelli veri
Ma che ridere
Intanto il tempo mi fa plastica
Ci vuole una scelta drastica,
una trappola
dei desideri
Signore
Mi vorrei spogliare
Di vecchi rancori
Coltivati e padroni,
dei soliti deliri quotidiani
cuciti sulla pelle di giudizi e osservazioni
di segni e miracoli
misteri e spasimi
spinte terribili
sommari e soluzioni
buone
per piangersi addosso e
scappare con onore
buone
per mantenere un posto
in questa impresa società
Signore
Rimane soltanto un lamento nel tempo
E il bisogno di uscire
Un muto e spossato sgomento
Poche scelte feroci, una mano che scrive
Amaro
Sapore di miele
Bugiardo fedele
Che pena mi dai,
Signore
Son solo parole
Son solo messaggi di un albero strano
Signore
Di pietra che sente ferita e tagliente, ferita da te
Ma che ridere
Semisepolti dalle frottole
Nascondendo i desideri, quelli veri
Quelli veri
Ma che ridere
Intanto il tempo mi fa plastica
Ci vuole una scelta drastica,
una trappola
dei desideri |
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